Un milione di rivoluzioni tranquille - Bénédicte Manier

La curiosità mi ha spinto ad entrare in una bellissima libreria, con angolo bar, nel centro di Milano, dove un libro ha subito attirato la mia attenzione. Una carota impugnata da una mano, con una stretta così forte e decisa da far pensare ad una rivoluzione, sicuramente una rivoluzione sul cibo ( questa era facile, avevo d’avanti una copertina con una carota ), sto parlando di “un milione di rivoluzioni tranquille – come

i cittadini cambiano il mondo” libro giusto al momento giusto, non ho esitato a comprarlo.

Bénédicte Manier in questa seconda edizione ci parla di tutte quelle piccole rivoluzioni sociali, economiche ed ecologiche iniziate dai piccoli cittadini che nel mondo hanno sperimentato nuove soluzioni, a volte fallendo, contro quello che è il degrado del nostro pianeta, degrado che viviamo ogni giorno. I protagonisti di questo libro, con piccoli gesti, hanno fatto sentire le loro idee, a tal punto da far rinascere ecosistemi, rinnovando la democrazia locale, distruggendo la fame, instaurando un’agricoltura sostenibile e creando posti di lavoro, a volte rischiando la propria vita e andando contro la politica locale.

Il libro è pieno di storie, nomi ed iniziative che tutti possono cercare, su internet e in libreria, approfondendo la questione di ogni singola rivoluzione, quindi l’informazione sfocia nel libero arbitrio.

Si parla di ciò che caratterizza il modo e il mondo nel quale dovremmo vivere, come i diritti che l’essere umano ha per l’acqua, o la nuova frontiera urbana vista nell’agricoltura, tema principale secondo il mio punto di vista perché ci fa capire quanto una popolazione urbana che vive nella sua sicurezza ogni giorno,

in realtà è vulnerabile, in quanto dipende da un approvvigionamento esterno incessante e quotidiano alimentato dal petrolio.




Bisogna concepire città che offrano agli abitanti la possibilità di essere non consumatori passivi, ma

co-creatori di valore aggiunto.”

Navi Radjou, coautore di Jugaad innovation.




Ci fa notare quanto è importante instaurare un’agricoltura sostenibile e i nuovi stili di vita che dovremmo seguire, dove c’è un utilizzo civico del denaro e dell’energia grazie ad un modello cooperativo che sottolinea una democrazia più partecipativa.




“Nello studio avanzato della produzione di massa, una società produce la propria distruzione. La natura viene snaturata.”

Ivan Illich, La Convivialità


“Una civiltà che si dimostra incapace di risolvere i problemi causati dal proprio funzionamento è una civiltà decadente.”

Aimé Césaire, “Discorso sul colonialismo”, Présence africaine, 1955


“Se non abbiamo ancora cominciato a utilizzare l’energia solare, è perché l’industria petrolifera non possiede il sole.”

Ralph Nader


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