Good design, food design, mood design – Bruno Munari

Aggiornamento: 29 gen 2019

Ancora una volta si parla di food in termini progettuali, con una visione da designer rivolta ad una semplice, ma strutturata, arancia. Se vuoi capire perchè siamo ancora più vicini ad associare il design con il cibo, allora questi due libri fanno al caso tuo. Li ho scelti in quanto, oltre ad essere stati scritti dallo stesso autore, parlano della tecnica di progettazioni dal punto di vista del cibo. Bruno Munari, uno dei massimi esponenti del mondo del design e dell’arte, ha visto nel cibo qualcosa di perfetto, funzionale e intelligente, facile da associare a quello che fa un designer nel suo lavoro giornaliero.

“Good design”, un semplice libricino di 31 pagine tra Inglese e Italiano, spiega come un’arancia e un pisello(si ho scritto pisello), possano essere scomposti e studiati secondo un oggetto di design, con un loro packaging, facile da aprire, perfettamente conformi al consumo da parte dell’essere umano e soprattutto si possono gettare nell’organico. Descrizione negativa, purtroppo, per la descrizione di una rosa, ritenuta inutile, se non per una questione sentimentale, in quanto la forma non segue la funzione, e soprattutto è piena di spine! ahi!





GOOD DESIGN

“L’oggetto è costituito da una serie di contenitori modulati a forma di spicchio, disposti circolarmente attorno a un asse verticale, al quale ogni spicchio appoggia il suo lato rettilineo mentre tutti i lati curvi volti verso l’esterno, danno nell’assieme come forma globale, una specie di sfera. L’insieme di questi spicchi è raccolto in un imballaggio ben caratterizzato sia come materia sia come colore: abbastanza duro alla superficie esterna e rivestito con un’imbottitura morbida interna di protezione tra l’esterno e l’assieme dei contenitori. Il materiale usato è tutto della stessa natura, in origine, ma si differenzia in modo appropriato secondo la funzione. L’apertura dell’imballaggio avviene in modo molto semplice e quindi non si rende necessario uno stampato allegato con le illustrazioni per l’uso. Lo strato d’imbottitura ha anche la funzione di creare una zona neutra tra la superficie esterna e i contenitori così che, rompendo la superficie, in qualunque punto, senza bisogno di calcolare lo spessore esatto di questa, è possibile aprire l’imballaggio e prendere i contenitori intatti.”

Nel libro “Da cosa nasce cosa”, uno dei primi esempi di progettazione(design) è dedicato alla preparazione di un “riso verde”, dove Munari descrive la ricetta passo per passo, sottolineando che, qualunque libro di cucina è un libro di metodologia progettuale. Ma attenzione, non vuole insegnare come si cucina un risotto o passare per un libro di cucina, anzi, cerca di farci capire come una ricetta, per essere cucinata nel migliore dei modi e per aver un buon risultato finale, deve essere preparata seguendo una metodologia accurata nei minimi dettagli, ponendosi e analizzando le domande per arrivare alla risposta e quindi alla soluzione finale, niente di diverso da quello che fa un designer per costruire un oggetto utile alla società. Qui di seguito potete trovare lo schema pensato da Munari stesso, ora vado a mangiare, buona lettura.




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